Mosciolo di Portonovo: per favore, non chiamatelo cozza!

Il mosciolo selvatico di Portonovo è un tipo di cozza selvatica che si riproduce esclusivamente nella Riviera del Conero. Questo mitilo selvatico è pescato esclusivamente nella zona di Portonovo, precisamente nel tratto di mare che va da Pietralacroce ai Sassi Neri, a Sirolo. Presidio Slow Food, il mosciolo ha una storia speciale e fa parte della cultura gastronomica dorica. Grazie ai nutrienti naturali di questo tratto e all’elevata qualità delle acque, questo mollusco si contraddistingue per il suo profumo e per il suo sapore particolarmente gustoso. Il mosciolo è ancora più speciale per il contesto naturale e sociale in cui cresce.

“Ciao, io mi chiamo Mosciolo. Per favore, non chiamatemi cozza!”

“Non sono permaloso, ma per favore, non chiamatemi cozza. Io non vengo allevato, nasco spontaneamente negli scogli del Conero. I pescatori mi strappano manualmente con molta fatica, non vengo raccolto con strumenti meccanici. Non sono liscio e tantomeno lucido: il mio guscio è vissuto e ha tanto da raccontare. Devo essere sincero, il mio sapore è diverso. La qualità delle acque dove vivo e la mia sana alimentazione garantiscono un profumo e un gusto speciale. Sono un marchigiano innamorato del mio territorio e vivo solamente negli scogli della mia riviera. Non mi troverai da nessun’altra parte. Piacere, io sono “il mosciolo”.

La storia della cooperativa dei Pescatori di Portonovo

“C’era una volta un pescatore. Ogni mattina si svegliava all’alba, prendeva la sua piccola barchetta e andava a pescare”. Questo sarebbe l’inizio della classica storia di una comunità di pescatori. A Portonovo però, questa storia non comincia così. Vediamola insieme. “C’era una volta un contadino. Ogni giorno lavorava la sua terra, che forniva la base della cucina del suo territorio. Finché un giorno, per integrare il suo guadagno, è sceso lungo la costa e ha cominciato a pescare. Non essendo molto attrezzato, ha cominciato a utilizzare un forcone, un classico strumento contadino, per strappare i moscioli degli scogli. Lui non lo sapeva, ma quel gesto avrebbe cambiato la storia gastronomica del suo territorio.” Questo simbolico pescatore ci aiuta a capire l’importanza della Cooperativa dei Pescatori. Possiamo dire che loro sono dei veri custodi del patrimonio culturale del territorio. Purtroppo, con i cambi generazionali e con le difficoltà legate alle modalità di pesca, oggi la cooperativa riunisce 13 pescatori, di cui 8 specializzati nella pesca del mosciolo. Gli ultimi pescatori che operano nella Baia si sono riuniti nella Cooperativa Pescatori di Portonovo. La principale attività della Cooperativa è la pesca dei moscioli, una pesca limitata per assicurare la riproduzione naturale e salvaguardare la sopravvivenza di questi molluschi. La Cooperativa pratica anche una limitata attività di piccola pesca (seppie, pesci locali, etc).  

Slow Food Ancona & Conero: la protezione di produzioni tradizionali & antichi mestieri

“I Presìdi Slow Food proteggono le produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, recuperano tecniche di lavorazione e antichi mestieri e proteggono dall’estinzione specie autoctone e varietà di ortaggi e frutta.”
La pesca – svolta allora con le barche a remi- fino al secondo dopoguerra, rappresentava un’integrazione al reddito per i contadini delle frazioni di Poggio, Varano, Pietralacroce, Massignano, e del Comune di Numana e Sirolo. Negli anni 50 e 60, la cucina di alcune trattorie locali, nate a Portonovo, dà un contribuito decisivo alla conoscenza e alla cultura gastronomica del mosciolo. Nel frattempo, cresce in maniera massiccia la pesca di questi molluschi, praticata da piccole barche di pescatori con l’aiuto di subacquei. Negli anni 60 e 70, le barche che pescano nella costa della zona sono circa 80, di cui solo 30 della Cooperativa dei Pescatori di Portonovo. In seguito, per la concorrenza delle cozze di allevamento e per le difficoltà connesse alle modalità di pesca, il quantitativo pescato diminuisce drasticamente e anche i pescatori disposti ad affrontare un tale lavoro. Inoltre, la pesca di cozze selvatiche è ormai limitata ad alcuni tratti di costa, in Italia e nel mondo. La necessità di preservare la specie, ha portato Slow Food a costituire il Presidio del Mosciolo Selvatico di Portonovo nel 2003. Associati e pescatori hanno lavorato molto sulla filiera del mosciolo di Portonovo, in modo di garantire la vera provenienza di questi molluschi e la sua tracciabilità lungo la catena distributiva. Anche i ristoratori della Baia si impegnano quotidianamente in conservare le storie e ricette della tradizione, senza dimenticare di differenziare le tipologie di ristorazione e di ospitalità. In questo modo, si è creata una sorta di rete territoriale equilibrata. È fondamentale però governare con attenzione l’aumento della produzione, pena la scomparsa in breve tempo dei moscioli. La pesca, regolamentata in maniera corretta, dovrà mantenere inalterato l’equilibrio tra la capacità di riproduzione e il quantitativo pescato. La soluzione ideale sarebbe probabilmente la creazione di una area marina protetta, in grado di tutelare questo tipo di pesca sostenibile e garantendo all’ecosistema il tempo utile a rigenerarsi.
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